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Nuova Transizione 5.0 fino al 2029 e voucher per l’AI

Secondo quanto riportato da “Il Sole 24 Ore del 7 ottobre 2026”, il pacchetto di politica industriale allo studio comprende una possibile estensione del Nuovo piano Transizione 5.0 e un contributo dedicato ai software per micro e piccole e medie imprese. La realizzazione delle misure resta subordinata alle coperture finanziarie.

Ecco i principali interventi in discussione:

▪️ Transizione 5.0: un possibile orizzonte fino al 30 settembre 2029
L’ipotesi riguarda la proroga di un anno del nuovo piano, fondato sullo strumento dell’iperammortamento, con lo spostamento del termine per la conclusione degli investimenti dal 30 settembre 2028 al 30 settembre 2029.

▪️ Voucher per software e intelligenza artificiale
Allo studio un contributo tra 8.000 e 15.000 euro, modulato in base alla dimensione aziendale, per sostenere l’acquisto di specifiche tecnologie immateriali, a partire dall’AI. Il percorso ipotizzato prevede una valutazione della maturità tecnologica dell’impresa e la successiva adesione a un’offerta di uno dei fornitori individuati in un elenco ministeriale.

▪️ Voucher per software e intelligenza artificiale
Allo studio un contributo tra 8.000 e 15.000 euro, modulato in base alla dimensione aziendale, per sostenere l’acquisto di specifiche tecnologie immateriali, a partire dall’AI. Il percorso ipotizzato prevede una valutazione della maturità tecnologica dell’impresa e la successiva adesione a un’offerta di uno dei fornitori individuati in un elenco ministeriale.

▪️ Cloud e nuovi modelli di servizio
Tra i temi ancora aperti figurano l’eventuale agevolabilità degli investimenti in software cloud e l’estensione delle agevolazioni alla “servitizzazione”: un modello in cui l’impresa acquista servizi basati sull’utilizzo di un bene, anziché il bene stesso.

La lettura per le imprese

Il segnale è quello di una possibile maggiore continuità degli strumenti a sostegno dell’innovazione, accompagnata da un’attenzione specifica alla digitalizzazione delle realtà più piccole. Il nodo decisivo, però, resta quello delle risorse: importi, requisiti e tempi descritti nell’articolo non vanno confusi con condizioni definitive di accesso.

La prospettiva è interessante. La distinzione tra misure allo studio e incentivi operativi è essenziale.

Fonte: Il Sole 24 Ore, 7 ottobre 2026, articolo di Carmine Fotina: “Manovra, allo studio bonus